Da quando ho comunicato a San Giuliano milanese che l’Arcivescovo, attraverso il confronto con i vicari episcopali, mi aveva destinato ad un nuovo incarico e precisamente vicario parrocchiale ad Arluno e incaricato della Pastorale Giovanile a Casorezzo, in tanti mi hanno rivolto due domande: 
1) Ma quando vai via??
2) Ma dove vai??
Per me è semplice rispondere in un colpo solo: “Ar l’Uno”… di settembre!!
Battute a parte in queste quattro righe una semplice presentazione, anche se di fatto nell’era tecnologica e “gossipara” tutti sanno già tutto…. Alla facciazza della PRAIVASI!!
Sono originario di Busto Garolfo (pochissimi chilometri da qui… più o meno stesso dialetto…)  dove sono nato 39 anni fa; sono diplomato perito chimico, dopodichè ho cambiato radicalmente indirizzo di studi,   e vita! entrando in seminario e  venendo ordinato prete nel 2003.
Nel mio cammino sacerdotale fortemente fondato sull’educazione e l’Oratorio, mi sento particolarmente riconoscente a figure come San Giovanni Bosco e don Tonino Bello. Aggiungerei una figura che ho imparato a conoscere e ad apprezzare in questi anni: San Luigi Gonzaga, patrono mondiale della gioventù, a cui è dedicato l’oratorio in cui ho lavorato fino ad oggi.
Per dieci anni sono stato nella parrocchia di san Giuliano martire come vicario parrocchiale e responsabile della pastorale giovanile dell’intera città, che conta sette parrocchie (e relativi oratori), insieme ad un altro prete e ad alcune suore. Ho seguito come assistente il gruppo Scout Borgolombardo I°, e ho tenuto alcune ore di lezione (religione) presso il locale Centro di Formazione Professionale. Questi i miei principali impegni.
A San Giuliano potrei dire senza dubbio che ho imparato a fare il prete “diocesano”: cioè stare dentro le vicende reali della gente, in fraternità e collaborazione tra presbiteri e consacrate, leggere i segni dei tempi, ascoltare le persone e cercare di capire e attuare la volontà di Gesù nella vita di ciascuno. In particolare con i più giovani e le famiglie.  Un’esperienza stimolante ed arricchente su più fronti, anzitutto quello umano e poi pastorale, dove piano piano le 7 parrocchie della città hanno iniziato un vero e proprio cammino comune, dentro le linee e le proposte diocesane.
Dopo questi dieci anni….volati!..... direi che mi sento un prete contento, ed ancora motivato, nonostante qualche inevitabile fatica ed inadeguatezza.
Per il resto ci conosceremo piano piano personalmente. 
Curiosità particolari? Sono appassionato di montagna, Monte Rosa su tutte… (anche se manco da un po’ di tempo) e mi piace suonare e cantare (in compagnia, all’oratorio ovviamente!). E ballare tutti gli Inni dell’oratorio feriale!
La prima cosa che mi ha colpito entrando in oratorio ad Arluno……l’erba sul campo da calcio!!!! Sono anni che respiro e mastico polvere…..; avrete capito che sono un appassionato di “balùn”, Granata nelle vene, “vocazione” già da piccolino, tifoso del Toro!
Ah, dimenticavo: uso la tecnologia per quello che serve. Un telefonino per me è solo un telefono. Facebook non ho ancora capito a cosa serve (e se serve….. comunque non cercatemi lì). I restanti SOCIALNETUORK…… non so quanti e quali sono. Se devo comunicare qualcosa a qualcuno ……lo dico a voce guardandoci in faccia; se voglio fare vedere una foto a qualche amico…… la vediamo insieme!
Datemi un badile e un martello piuttosto e sono contento!
Ne approfitto per ringraziare don Angelo insieme a don Eugenio per la gentilissima accoglienza; e don Andrea, con don Dario e i preti loro predecessori, sul cui tracciato sono orgoglioso di inserirmi.

don Stefano Crespi