Sfogliando le pagine di memorie locali lasciate da don Virginio Vergani, è possibile collocare storicamente una istituzione di alto valore educativo e formativo quale è l’Oratorio, luogo privilegiato di incontri, di educazione, di orientamento e di valorizzazione del tempo libero, un “ponte tra la Chiesa e la strada” secondo il pensiero di Giovanni Paolo II.

Un primo segnale della sensibilità che ha sempre animato la missione pastorale della Chiesa e dei suoi sacerdoti, oltre che di grande carità cristiana, si riscontra nella iniziativa di don Cabiati che nel maggio del 1864 ottenne dalla proprietà dei Prada di utilizzare la chiesetta di Sant’ Antonio, con i resti visibili fino a qualche anno fa lungo la via Mazzini. Su un terreno recintato e sotto un porticato annesso alla chiesetta si accoglievano, alla domenica, i bambini del paese, i più piccoli fino a dieci anni di età, per un momento di preghiera e di istruzione. Qualche anno prima era stato completato il complesso monastico delle suore, il Collegio Sacro Cuore, dove, alla domenica, si dava accoglienza alle bambine del paese.

Nel mese di maggio del 1904, don Luigi Casati, neo-parroco di Arluno da tre mesi, “ebbe l’onore di inaugurare il nuovo oratorio maschile Sant’Ambrogio”, costituito da un terreno delimitato da rete metallica, da una chiesetta edificata nel XV secolo e da un vasto porticato. Con le offerte ricevute dai fedeli e da alcune famiglie nobili di Arluno, don Casati farà costruire, nello stesso anno, un salone di 25 metri per 10, munito di palcoscenico, che rimane fondamentalmente la struttura dell’attuale salone del cinema. Successivamente, sempre con le offerte dei fedeli ed ad integrazione della attività oratoriana avviata, si provvederà alla edificazione anche di tre locali per le riunioni lungo la strada principale, oggi corso Papa Giovanni. I tre locali saranno ampliati e sopraelevati, per ricavare l’abitazione del sacerdote coadiutore, da don Siro Porro nel 1933, che farà erigere anche la recinzione in muratura dell’Oratorio. La costruzione delle aule per il catechismo a fianco della chiesetta, al posto del vecchio porticato di inizio secolo e oggi luogo di ritrovo del Centro Anziani voluto da don Carlo Rozzoni, risalgono al periodo di don Peppino Ghezzi. All’allora giovane prete dell’Oratorio Sant’Ambrogio di Arluno va riconosciuto anche l’avvio del campeggio estivo -a Macugnaga, agosto 1956- e la Croce collocata nel ’65 sul Croz dell’Altissimo, nelle Dolomiti del Brenta. L’Oratorio voluto da don Casati accoglieva, allora, i ragazzi più grandi, maggiori di dieci anni, mentre per i più piccoli era in funzione, e continuerà fino all’inizio della grande guerra, il piccolo ritrovo domenicale avviato nella ex-chiesetta di S. Antonio, per volere e volontà testamentaria di don Biagio Viareschi. Nei primi anni di attività dell’Oratorio, don Casati ebbe modo di avviare anche il Circolo S. Giuseppe, la prima banda musicale di Arluno e, nel 1909, la Cassa Rurale Cattolica, il primo istituto di credito arlunese con sede in vicolo dei Lazzari..

All’Oratorio Decima Campana ha inteso dedicare una intera annata con la nuova copertina, per ricordare i cento anni di attività svolta in paese, tra i giovani e con i giovani di oggi e di un tempo, ed in preparazione della visita del Cardinale Tettamanzi, in programma per il 2 luglio, a conclusione del centenario oratoriano. Cento anni e tante centinaia di giovani, una lunga presenza che si è voluto tradurre in immagini accostando momenti di oggi e ricordi di ieri, magari un po’ sbiaditi nelle foto di un tempo, certamente ancora vivi nella mente e nel cuore dei non più giovani che nell’Oratorio hanno trovato, per anni, il luogo ideale per trascorrere e impegnare il tempo libero in buona e giocosa compagnia, soprattutto al pomeriggio della domenica. Trecento - quattrocento ragazzi, ogni domenica, e per anni, si davano appuntamento al Sant’Ambrogio, per quattro calci al pallone nel cortile in terra battuta, per seguire il film nel salone, per qualche sfida a calcio-balilla, per preparare qualche festa, per ascoltare e riflettere insieme con il prete dell’Oratorio o nei gruppi di lavoro e di inziative culturali. E’ stato a lungo, l’Oratorio, una vera e propria fucina di attività e passatempo in un periodo che non concedeva sicuramente gli svaghi e i divertimenti dei nostri giorni. Allora bastava un torneo a ping-pong, tra una sfida a biliardo e l’altra, e un disco che girava nel juke-box. Con le opere di ristrutturazione del patrimonio parrocchiale avviate da don Carlo, il Sant’Ambrogio diventerà luogo di incontro e di svago per gli anziani. Il lavoro generoso di tanti anziani -Impresa Volontari Arlunesi- ha permesso di allestire una struttura accogliente e confortevole con un ampio salone, cui faranno seguito la sistemazione dell’oratorietto e l’allestimento del campo di bocce, come spazi della nuova realtà anziani in paese. Nel contempo si lavorava al Centro Sacro Cuore per accogliere, in forma unificata, tutte le attività oratoriane della Parrocchia. In una domenica di ottobre del ’91 si sono avvicendati, sull’altare della chiesa parrocchiale, giovani e anziani per uno scambio simbolico di doni a testimoniare il legame tra due generazioni, tra i giovani che saranno il futuro della nostra società e gli anziani ancora presenti nella vita della comunità arlunese. Ai giovani sono stati consegnati un pallone da calcio, il libro delle favole ed il libro dell’Antico Testamento, mentre gli anziani hanno ricevuto le carte da gioco, gli occhiali e il libro del Vangelo. In quello scambio erano evidenziati momenti salienti della vita: il gioco ed il passatempo, l’avventura e la saggezza, il raccogliemento e la preghiera.

Nella vita dell’Oratorio va inserita anche la grande idea delle fiaccolate dei giovani per mezza Italia, avviate da don Rodolfo, con la prima, impegnativa corsa di ventiquattro giovani da Loreto ad Arluno, a metà settembre del 1976, per quasi seicento chilometri, sicuramente memorabile per quanti vi hanno preso parte: era la prima fiaccolata, a detta del Padre Rettore, che partiva dal Santuario di Loreto. E poi a seguire la Roma-Arluno, nel 202^ anniversario della consacrazione della Parrocchiale, con la fiaccola accesa da Paolo VI nel cortile delle udienze a Castelgandolfo. “Rivolgiamo un particolare saluto al gruppo di giovani dell’Oratorio parrocchiale di Arluno, nella Diocesi di Milano. Carissimi, secondo il desiderio da voi espresso benediciamo la fiaccola che porterete nella vostra comunità cristiana per celebrare la dedi-cazione della Chiesa Parrocchiale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo. Voglia il Signore che questo vostro pellegrinaggio, assieme alla Nostra Benedizione Apostolica, sia auspicio e garanzia di luminosa testimonianza evangelica” ... applausi, abbracci e salti di gioia dei nostri ragazzi e qualche lacrima di commozione che fa bene allo spirito e lascia il segno nell’animo. E poi ancora, ad ogni inizio settembre, la Assisi-Arluno, la Torino-Arluno, la fiaccolata-pellegrinaggio per Brescia e Cremona tra le sedi delle Suore del Sacro Cuore, ed altre minori. L’idea delle fiaccolate riprende, con don Enrico, nel settembre del 1996. E qui viene spontaneo pensare che i grossi eventi dell’Oratorio Sant’Ambrogio abbiano una cadenza ventennale. E’ un primo avvio di fiaccolate, dalla Certosa di Pavia, cui seguiranno quelle dal Sacro Monte di Varese, da Colle don Bosco, da Padova, di anno in anno sempre più impegnative fino alla particolare celebrazione del Giubileo con la fiaccolata da Roma, la fiaccolata della luce accesa dal Santo Padre mentre si alzavano i nostri applausi dal primo settore tra le migliaia di fedeli che affollavano la grande piazza della cristianità racchiusa dal colonnato del Bernini, la fiaccolata dei saluti a don Enrico e del battesimo arlunese per don Massimo. Nelle mani di Giovanni Paolo II i giovani hanno lasciato la maglietta della fiaccolata giubilare e il libro d’arte, di storia e di fede che parla della Parrocchiale di Arluno e del Cardinale Pozzobonelli. “Il Sommo Pontefice ha gradito il devoto omaggio, scriverà il Cardinale Quintana della Segreteria di Stato del Vaticano, manifestando il Suo apprezzamento per l’impegno di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e religioso della Comunità”. Sull’entusiasmo portato con la fiaccolata da Roma, seguirà ancora una Loreto-Arluno (con la presenza, per la prima volta, del nostro parroco all’accensione), una Genova-Arluno (per salutare l’arrivo del nuovo Cardinale) e poi l’impresa davvero storica dell’anno scorso, dal Santuario di Pompei. In totale sono stati percorsi più di 6000 chilometri! Sono, le fiaccolate, una lunga missione di fede e di pace che i giovani dell’Oratorio hanno saputo e sanno condurre con responsabilità ed entusiasmo, quasi un impegno ed un appuntamento entrato ormai nella tradizione delle feste di settembre per gli Arlunesi. E anche questo è Oratorio e concorre a “tenere alto e stimato il nome di Arluno”. Ci sia concesso un particolare: un giovane è stato sempre presente a tutte le fiaccolate della storia del nostro Oratorio ed un altro, meno giovane, le ha tutte organizzate e guidate.